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Abbi il coraggio di diventare il sole della tua vita.

Arriva il giorno in cui il bambino deve lasciare il grembo materno, alzarsi in piedi e incamminarsi nel mondo. Non si tratta più solo di sapere da dove si viene, ma di scoprire cosa si è venuti a offrire.


All'orizzonte appare una terra solare. Qui tutto sembra più vasto, più luminoso, più vivo. Al centro di questo regno si erge il Leone.


Le pone una domanda ancora più impegnativa:

"Chi sei quando smetti di nasconderti?"



Entrando nel Regno del Sole

In astrologia, il Leone è governato dal Sole.

Il Sole non è un pianeta come tanti altri. È il centro attorno al quale è organizzato il nostro sistema. Fornisce luce, calore e rende possibile la vita.


Non cerca di convincere le altre stelle della sua luce: irradia perché questa è la sua natura.


Il leone porta con sé lo stesso invito. Ci ricorda che ognuno di noi porta un Sole dentro di sé.

Trovare questo Sole significa riscoprire ciò che ci anima profondamente. Significa riconoscere il nostro vero desiderio, la nostra forza creativa e quella nota unica che nessun altro può far risuonare al nostro posto.


Il viandante sale sul palco

Il giullare giunge in una vasta radura. Al centro si trova un palcoscenico vuoto, immerso nella luce.

Si guarda intorno in cerca degli attori, dei musicisti e del pubblico. Ma non c'è nessuno.

Una voce gli disse:

"Questo palco è tuo."

Il menestrello esita.


Fino ad ora, ha potuto osservare, imparare, adattarsi, giocare con le parole o proteggersi dietro diverse maschere. Ma entrare nel regno del Leone richiede qualcos'altro: deve mostrarsi.

Non per mostrare un personaggio abilmente costruito, ma per lasciare che emerga qualcosa di vero.


Sale sul palco e aspetta gli applausi. Non ne arrivano.

Sorge quindi una preoccupazione: a cosa serve brillare se nessuno guarda? A cosa serve creare se nessuno riconosce il tuo lavoro? A cosa serve aprire il tuo cuore se l'amore non viene immediatamente ricambiato?


Il Leone si avvicina e gli insegna che la vera luce non dipende dal pubblico.

Creare unicamente per essere ammirati significa rimanere prigionieri dello sguardo esterno.


Il fuoco del Leone diventa veramente iniziatico quando non cerca più di sedurre, ma di esprimere la vita che scorre in esso.


La dignità di essere se stessi

Il Leone parla di nobiltà, ma questa nobiltà non è una questione di nascita, titolo o potere sociale.


È una qualità di presenza.


Essere degni, nel vero senso della parola, significa non tradire più ciò che si sa essere giusto nel profondo. Significa vivere secondo le proprie parole, assumersi la responsabilità delle proprie scelte e smettere di attenuare la propria luce per non disturbare gli altri.


A volte abbiamo imparato che mostrarsi è pericoloso. Che prendere il nostro posto rischia di provocare rifiuto, gelosia o abbandono. Alcuni allora si rendono quasi invisibili. Minimizzano i propri talenti, reprimono i propri impulsi e aspettano inconsciamente che qualcuno dia loro il permesso di esistere.


Il Leone non ci dà questo permesso.


Ci rivela che siamo gli unici che possiamo permettercelo.

Prendere il posto di qualcuno non significa prendere il posto di qualcun altro. Il Sole non impedisce alle stelle di esistere.


La vera presenza non sminuisce nessuno: al contrario, permette a ciascuno di riconoscere la propria luce.


Quando incontriamo un essere che vive pienamente se stesso, qualcosa dentro di noi ci ricorda che è possibile vivere anche in quel modo.



Il cuore come centro iniziatico

Il leone è tradizionalmente associato al cuore.

Il cuore non è solo la sede dei sentimenti. È lo spazio in cui l'identità individuale può aprirsi a una dimensione più ampia.


Finché l'io cerca solo di essere riconosciuto, amato o ammirato, rimane ansioso. Deve costantemente difendere la propria immagine, dimostrare il proprio valore e ottenere l'approvazione del mondo.


Ma quando il cuore si apre, la domanda cambia.

Non ci limitiamo più a chiedere:

"Cosa riceverò?"


Cominciamo a chiederci:

"Cosa sta cercando di offrirmi la Vita attraverso di me?"


Il Leone di successo non risplende per accrescere la propria importanza personale. Risplende perché non riesce a contenere la forza creativa che scorre in lui.


La sua generosità diventa naturale, come il sole che offre la sua luce senza selezionare chi la merita.

Creare significa partecipare alla vita


Il leone è anche l'archetipo della creazione.

Creare non significa necessariamente diventare un artista. Creiamo quando diamo forma visibile a ciò che prima esisteva solo dentro di noi: una parola, una cura, una relazione, un giardino, un progetto, una cerimonia o un nuovo modo di vivere la nostra vita.


Ogni creazione autentica implica l'assunzione di un rischio.


Ciò che creiamo potrebbe non essere compreso. Potrebbe essere imperfetto, goffo o diverso da come lo avevamo immaginato. Ma il fuoco della creatività non esige prima la perfezione. Esige il coraggio di iniziare.


Il bambino gioca in modo naturale. Disegna, balla, inventa e si mette in scena senza chiedersi se il suo lavoro sarà abbastanza importante. Crea perché la vita trabocca da lui.


Trovare il Leone significa trovare quel bambino radioso.


Diventare il custode della propria luce.

Prima di proseguire il suo cammino, il Giullare chiede al Leone:

"Come farò a sapere se ho trovato il mio Sole?"

Il leone rispose:

"Quando non hai più bisogno di spegnere le luci degli altri per sentire la tua."

Il viandante comprende allora che il regno che cercava non è un territorio da conquistare. È quello spazio interiore in cui può finalmente assumersi la responsabilità della propria luce.


Essere il Sole della propria vita non significa credere che tutto ruoti intorno a sé. Significa smettere di cedere il proprio centro alle circostanze, alle paure o ai giudizi esterni.


Il leone ci insegna a stare a testa alta, con il cuore aperto.

Per riconoscere ciò che arde dentro di noi.

Creare senza attendere la certezza di essere compresi.

Amare senza che l'amore diventi una costante richiesta di riconoscimento.


Perché non siamo venuti al mondo per diventare tutti uguali. Siamo venuti per offrire al mondo un'espressione unica della Vita.


Quando il viandante lascia il regno del Leone, non porta né corona né scettro. Porta solo una fiamma al centro del petto.


Presto dovrà imparare a disciplinare questa luce, a purificarla e a metterla al servizio della vita. Questa sarà la tappa successiva del suo cammino: l'incontro con la Vergine.

 

 
 
 

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